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Fuji
è una varietà ottenuta in Giappone da
un’attività di miglioramento genetico iniziata sul finire degli anni
trenta e conclusasi nel 1962, con la messa in commercio della
selezione capostipite.
Inizialmente la Fuji si è diffusa rapidamente nel paese d’origine e
successivamente in molti paesi asiatici, quindi in Nuova Zelanda,
Cile e Stati Uniti per approdare infine in Italia e Francia solo
negli anni ’90.
La sua diffusione nel nostro paese è stata frenata all’inizio
a causa dell’aspetto poco attraente del frutto e dell' insufficiente
presenza di sovracolore rosso, tipico dei primi cloni introdotti in
coltivazione. In seguito, la Fuji ha saputo ritagliarsi uno spazio
importante tra le cultivar invernali specialmente nelle zone di
pianura (risulta oggi la varietà più utilizzata nei nuovi impianti)
grazie alla eccezionale croccantezza e succosità della polpa, alle
ottime caratteristiche gustative (caratterizzate da un elevato tenore
zuccherino) e alla notevole tenuta in conservazione.
Il limite rappresentato dalla scarsa colorazione della Fuji
originaria, ha incentivato la ricerca di nuovi cloni migliorati (oggi sono più di cento) creando non poca confusione.
Attualmente si distinguono i tipi “striati” (preferiti dal consumatore) e quelli a colorazione
“uniforme”. E' stata registrata la presenza di
una forte instabilità genetica e, di conseguenza, molti cloni
tendono a regredire (ritornano alle caratteristiche originarie).
Le selezioni che si sono diffuse maggiormente in un primo tempo sono
state
NAG AFU 12 e NAGAFU 6, in seguito si sono utilizzate nei nuovi
impianti KIKU 8 (clone del 1990 che dovrebbe assicurare sovracolore
rosso rubino striato e molto esteso con rischio di regressione
minimo), RAKU RAKU e cloni più recenti come AZTEC, JUBILEE ed altri. |